Il Giardino

L’Opera di Evelina

Solo nel 1852, quando Evelina van Millingen giunge a Vescovana, inizia la trasformazione del giardino. È lei a risollevare lo stato di abbandono e a creare l’aura di aristocratica informalità della “Fattoria del Doge”, dando inizio alla realizzazione del suo “Crispin de Passe”. Cosi chiamò il suo giardino in onore del famoso botanico fiammingo Crispin van de Passe (1600).
Nata nel 1831 a Pera, antico sobborgo residenziale di Costantinopoli dove sorge il palazzo “bailo” veneziano, Teresa Evelina Berengaria van Millingen era figlia di Julius, medico inglese di antica origine olandese, noto per avere curato ed assistito Lord Byron a Missolungi, e di una colta giornalista francese.
Fanciulla bellissima, Evelina fu mandata a Roma per ricevere una buona educazione dalla nonna. Ritornata a Istanbul, ripartì per compiere un viaggio a Venezia. La sua apparizione in costume orientale al Teatro La Fenice suscitò una grande ammirazione e le aprì le porte della nobiltà veneziana.

Il parco

L’Architettura, le Statue e le Fontane


Il giardino di Villa Pisani manifesta in ogni suo elemento le tre anime di Evelina, dovute, una all’educazione discendente dalla sua famiglia di origine (inglese e fiamminga), una al suo paese di adozione da sposa, e una al suo forte legame con la Turchia e alla cultura islamica. La forte radice inglese, che si esprime nel gusto vittoriano mitigato dal rispetto per la secolare storia dei Pisani, si salda con la tradizione del giardino all’italiana e diviene un armonioso incontro tra un impianto fortemente architettonico e la naturalità del parco circostante. Ma nel giardino sono evidenti i segni che evocano il giardino islamico, come la fontana che sorge al centro dei quattro viali che rappresentano i quattro elementi che governano la vita, l’aria, la terra, l’acqua e il fuoco. Come la presenza dei pavoni di pietra, che sono nella tradizione dei sultani, i custodi della casa, e delle bulbose, specialmente dei tulipani, i fiori di Allah.
Intorno alla metà del 1800 si era affermato, soprattutto in Toscana, il gusto per l’Italianate garden filtrato del gusto Vittoriano. Nel Veneto Asburgico questa tendenza non aveva trovato riscontro se non a Vescovana, dove la proprietaria colta e cosmopolita che poteva vantare tra i suoi ospiti i Principi del Galles, realizzò questo particolare impianto con vasi, statue e fontane, fino a farlo diventare un “unicum” di questa tipologia di giardino.

Il Parco Naturale, gli Alberi, i Fiori

Siepe di tassi topiati in forma di solidi divide “l’immediate garden” dalla prateria e dal parco che è percorso da un viale perimetrale con diramazioni lungo le quali si incontrano in successione: la ghiacciaia naturale, la fontana dedicata alla Symonds, il giardino roccioso (la Mockery), le false rovine (“Tempio di Baal e mura di Gerico”), la Cappella di Famiglia, importante ed unico esempio di stile neogotico elisabettiano realizzata nel 1860 dallo scultore Antonio Gradenigo (scultore per Jappelli nel Caffè Pedrocchi a Padova) su progetto di Pietro Selvatico Estense, il Teatro dell’800 e il Tempietto dedicato a Sant’Antonio. Ma il capolavoro di questo splendido progetto è la grande quantità e varietà di piante secolari e monumentali, anche non autoctone, le cui dimensioni e chiome fanno di ciascuno un esemplare, unico oltre che storico.
E’ un percorso affascinante, in cui ciascuna pianta dispensa le emozioni più intense: superbe e generose sovrane, esse riconducono al mistero della natura che immobile e viva governa sopra ogni inquietudine e infondono quiete nel gioco di ombre e luci, oscurità e bagliori. Giardino e Parco di Villa Pisani sono la testimonianza della personalità e della fascinazione umana di Evelina Pisani così forte da sentirla ancora presente.

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