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   La Storia e l'Autrice | L'architettura, le statue e le fontane | Il Parco, gli Alberi, i Fiori

La Storia e l'Autrice

Prospetta la piazza stessa il magnifico palazzo Pisani, costruito forse nel XV secolo sulle rovine dell'antica rocca. Considerevole é il vasto giardino che si estende dietro il palazzo.
A.Prosdocimi
Monografia di Vescovana, 1876


Nel 1606 lo storico Cittadella cita il bel palazzo di Vescovana, ma non il giardino. Per averne notizie bisognerà aspettare il 1661: una “condizione di decima” riporta la descrizione di “brollo, horti, campi prativi”. Un secolo più tardi nel “Quaderno di Vescovana dal 1782 al 1810” si parla ancora di giardino, brollo e adiacenze e di fiori e agrumi in vaso. Il Catasto napoleonico del 1811 riporta una situazione analoga.
Solo nel 1852, quando Evelina van Millingen giunge a Vescovana, inizia la trasformazione del giardino. È lei a risollevare lo stato di abbandono e a creare l’aura di aristocratica informalità della “Fattoria del Doge”, dando inizio alla realizzazione del suo "Crispin de Passe", cosi chiamò il suo giardino in onore del famoso botanico fiammingo Crispin van de Passe (1600).
Nata nel 1831 a Pera, antico sobborgo residenziale di Costantinopoli dove sorge il palazzo “bailo” veneziano, Teresa Evelina Berengaria van Millingen era figlia di Julius, medico inglese di antica origine olandese, noto per avere curato ed assistito Lord Byron a Missolungi, e di una colta giornalista francese.
Fanciulla bellissima, Evelina fu mandata a Roma per ricevere una buona educazione dalla nonna; ritornata a Istanbul, ripartì per compiere un viaggio a Venezia. La sua apparizione in costume orientale al Teatro La Fenice suscitò una grande ammirazione e le aprì le porte della nobiltà veneziana.
Nel 1852 Evelina sposò Almorò III Pisani, ultimo discendente dei Pisani di Santo Stefano e divise la sua vita tra la Villa di Vescovana, che aveva acquistato da lei lo storico Palazzo Barbaro.
Fu nel salotto veneziano dei Curtis, facoltosa famiglia di americani bostoniani che aveva acquistato da lei il secondo piano dello storico Palazzo Barbaro per farne un ritrovo di intellettuali ed artisti anglo-americani e di visitatori di sangue reale, che Evelina conobbe illustri personaggi che poi giunsero fino alla Villa di Vescovana e qui soggiornarono. Tra questi ci fu Henry James, che spesso visitava i Curtis e rimase colpito dalla Contessa Pisani tanto da definirla “.....una donna notevolissima, una dama che fa venire in mente Caterina Cornaro e fa credere autentiche le eroine romantiche di Disraeli e Bulwer”.
La Regina di Svezia, l’Imperatrice di Germania, Frederika, figlia della Regina Vittoria, il poeta Robert Browning e Lord Byron furono ospiti di Evelina a Vescovana, dove ormai Ella viveva sempre più a lungo.
Tra i tanti letterati ed intellettuali che soggiornarono a Villa Pisani ci fu Margaret Symonds, figlia di John Addington Symonds (autore di: History of the Renaissance in Italy), giovane e romantica scrittrice inglese che, soggiogata dalla aristocratica informalità della fattoria del Doge, ci ha tramandato un libro "Days Spent on a Doge's Farm", resoconto dei suoi soggiorni in villa.
È proprio il libro di questa giovane ospite, pubblicato a Londra nel 1883, la testimonianza di tutto l’amore e la dedizione che la colta Evelina mise nell’ideazione e nella costruzione dell’imponente giardino e del parco. Margaret Symonds scrive che questo è “il frutto del forte istinto inglese della Contessa Evelina, del suo bisogno di fiori e di ombre, laddove aveva trovato ettari di terreno spoglio ed assolato”.


Quel terreno diventa, a poco a poco, una creazione unica di gusto inglese, un nuovo mondo di verde e di colori intorno alle mura. Da buona inglese amante della campagna, Evelina trasformò questa distesa piatta ed assolata in uno splendido giardino.
Moderna ed abile imprenditrice si dedicò a risollevare le sorti della proprietà, unica fonte di ricchezza rimasta alla famiglia dopo il clamoroso dissesto avvenuto tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800 e che aveva portato alla vendita dell’imponente Villa di Strà.
Impegnata personalmente nella conduzione della campagna, si dedicò al miglioramento delle condizioni di vita dei contadini, dimostrando fermezza, rigore e umanità d’avanguardia. Come l’aveva definita Henry James, che l’ammirava mentre sfrecciava sul calesse che conduceva personalmente tra i poderi, nei suoi sontuosi abiti orientali, Evelina fu davvero eroina romantica e solitaria anima del suo feudo.
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